Karma clown. Dispacci da una nazione iperreale
Genere: raccolta di racconti
Voto: 4 / 5
Autore: Altaf Tyrewala
Anno: 2016
Titolo originale: Engglishhh: Fictional Dispatches from a Hyperreal Nation
Trama
È nella normalità che si ritrova l’eccezionalità: anche la vita che sembra più ordinaria è straordinaria nel suo essere semplice. Così può capitare di vedersi passare davanti un clown mascotte di una famosa catena di fast-food che ha preso vita e sta cadendo dal tetto del tuo palazzo perchè ha perso l’equilibrio mentre guardi da una finestra. Oppure potrebbe succedere di rubare un cellulare e di scoprire che in una città da 18 milioni di abitanti hai derubato proprio l’uomo che ti ha rovinato la vita. Cosa faresti se sapessi per certo che qualcuno sta per morire, ma non sai nè chi nè come nè quando e tutto quello che puoi fare è sopportare l’attesa estenuante della catastrofe continuando a fare il tuo lavoro? O se tuo figlio decidesse di nascere proprio nel momento in cui stai iniziando i riti funebri per tuo padre dall’altra parte della città?
In questi 14 racconti ambientati tutti a Mumbai, Altaf Tirewala ci conduce per mano a spiare pezzi di vite di personaggi che sono così comuni che potrebbero benissimo esistere davvero, tanto che, come recita il titolo, l'affresco dell'India che esce fuori da questi racconti è così vero da andare oltre il reale. Una narrazione non troppo romantica per un paese fortemente contraddittorio.
Altaf Tyrewala
Nasce nel 1977 a Mumbai, dove vive tuttora dopo aver compiuto i suoi studi negli Stati Uniti. Karma clown è il suo ultimo libro, dopo a:
Sul romanzo è stato detto...
"E' un libro ambientato a Mumbai, una serie di ritratti di personaggi a tratti grotteschi, a tratti surreali, sempre divertenti, in una metropoli che traborda di umori, fragori, di vicissitudini e di cambiamento [...]"
Michela Murgia - Intervento a "Quante Storie"
La vita è bella. Nonostante i governi corrotti, i bambini che muoiono di fame, la carenza d’acqua e di cibo, le estorsioni della polizia, l’inflazione scandalosa e anche nonostante i brutali omicidi di tanti vecchi, sì, la vita è bella. È così che vogliamo percepire il mondo mentre ci prepariamo a lasciarli, anche se di certo i nostri figli non saranno d’accordo su queste rosee recensioni finali. Ci piacerebbe esserci ancora, almeno nello spirito se non nel corpo, per sapere cosa ne penseranno del mondo alla fine della loro permanenza su questa terra.
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